Dipendenza e autonomia nei bambini: il piacere di farlo da soli.
Dipendenza e autonomia nei bambini rappresentano due aspetti il cui equilibrio ci coinvolge quotidianamente nella nostra vita di genitori ed educatori.
Ci dibattiamo tra la fiducia nella capacità di comprendere i nostri figli e l’atteggiamento educativo più importante: l’osservazione.
Ogni bambino, infatti, ha il suo modo di approcciarsi al mondo: se, osservandolo, ci soffermiamo su come reagisce al nostro prenderci cura di lui, possiamo consentirgli così di sviluppare piccole autonomie che risponderanno ai suoi interessi ed attitudini.
Durante la crescita del bambino, il nostro ruolo di genitori sarà concentrato maggiormente, da un lato sullo stabilire limiti alle sue azioni quotidiane e dall’altro dare valore alle sue intenzioni, anche se inizialmente il risultato può non essere quello sperato.
Osservare un bambino libero di prendere iniziative in un ambiente favorevole che offra l’opportunità di portare avanti i suoi progetti secondo modi diversi da quelli che prevediamo, ci mette in condizione di avere fiducia nelle sue capacità e alimenta la voglia di sostenerlo nelle abilità che esprime e nelle attenzioni che manifesta.
Genitori ed educatori desiderano vedere i bambini diventare autonomi, ma non sempre hanno chiara la strada che ogni bambino deve percorrere per arrivare a esserlo, né i modi con i quali possano accompagnarlo.
Riguardo il tema autonomia e dipendenza gli studiosi sottolineano come il modo in cui un bambino vive le prime esperienze di azione e di iniziativa influenza il modo in cui affronterà tutta la sua vita futura. È quindi importante l’atteggiamento con il quale i genitori/educatori accompagnano queste prime esperienze. Sarebbe opportuno realizzare il passaggio dalla dipendenza all’autonomia mettendo al centro la cooperazione tra adulto e bambino intesa coma un’attività comune, un fare insieme attento ai segnali che manda il bambino.
Quando il bambino è piccolo, la responsabilità ultima rimane dell’adulto.
Negli anni diventa importante passare al bambino il senso di responsabilità di quello che fa, in modo che possa vivere piccole esperienze nelle quali iniziare a farsi carico di sé. Ad esempio, nei piccoli compiti quotidiani che possiamo affidare ai bambini, è importante riconoscere i loro sforzi dando fiducia, incoraggiamento e valorizzazione dei loro tentativi; sono questi gli ingredienti perché il bambino continui ad avere voglia di cimentarsi in queste azioni.
La relazione fra il bambino e delle figure di riferimento non deve limitare ma si alimenta dell’attività autonoma del bambino.
Ogni bambino, infatti, in condizione di sicurezza ambientale e affettiva, è in grado di interessarsi al mondo esterno e agire il suo interesse attraverso l’osservazione, l’esplorazione, la progettazione e l’azione.
All’adulto spetta garantire che l’ambiente metta a disposizione del bambino condizioni in cui sappia orientarsi a seconda del livello di maturazione e assicurare una relazione sicura con il bambino che da un’iniziale intensa vicinanza, sia più distanziata ed accogliente verso altri elementi dell’ambiente.
Movimento e autonomia.
La loro relazione sin dalla nascita del bambino
Il movimento è la prima attività che il bambino realizza di sua iniziativa sin da appena nato e, attraverso essa, esprime il suo modo di relazionarsi con il mondo, per tutto il tempo in cui il corpo è lo strumento di relazione con l’ambiente.
Definire la motricità di un bambino non significa partire da quella adulta e compiere un’azione di sottrazione, ma occorre modificare prima di tutto il proprio sguardo per vedere quello che il bambino sa fare di sua iniziativa per andare verso una propria autonomia di movimento.
Proprio per stimolare l’iniziativa motoria del bambino è importante offrirgli oggetti, attrezzi che permettono di esplorare lo spazio e conoscere il proprio corpo, sia in quiete che in movimento. Il campo di forze fisiche cui il corpo è sottoposto consente di trovare il proprio equilibrio facendo i conti, per esempio, con la forza di gravità.
Inoltre, l’equilibrio che ognuno ha avuto la possibilità di sperimentare e cogliere a partire da sé è una conquista anche del proprio equilibrio interiore.
Alcune attività, tra cui lo stare in natura, all’aria aperta, possono essere ottime esperienze per scoprire e consolidare nuove competenze, ad esempio le abilità motorie e, con la corsa, l’arrampicata, il bambino può giocare la sua forza, la sua resistenza e il suo equilibrio.
È possibile anche creare situazioni ludiche, utilizzando materiali, oggetti (bastoncini, corde, assi...) così che il bambino possa assemblarli o disporli creando diverse occasioni di gioco motorio.
Il mio consiglio…
Lo sguardo dell’adulto che accompagna la vita del bambino è importante per arrivare ad una maggiore consapevolezza delle proprie competenze sperimentate e poi acquisite.
Quante volte un bambino ci chiede di guardarlo?
Non sempre noi adulti lo facciamo ma soprattutto non ci accorgiamo dell’importanza di farlo.
Cerchiamo, con vicinanza e presenza, di accogliere i bisogni dei bambini e, con il nostro supporto e incoraggiamento verso nuovi interessi, creiamo ambienti favorevoli alla ricerca e libera espressione del sé.
Dare la possibilità di fare da soli spesso ci preoccupa perché siamo protettivi e temiamo che il bambino possa andare incontro a dei pericoli e farsi male.
Cerchiamo di fermarci in questi momenti ed invece che anticipare o fermare i suoi tentativi, pensiamo a come sostenerlo.
Prepariamo degli spazi adeguati e protetti in cui il bambino possa sperimentare da solo. Cerchiamo di dargli anche regole e limiti precisi da condividere con amorevole fermezza.
Ricordiamoci infine che il nostro compito di Educatori non deve mai venire meno e il nostro esempio rimane sempre un importante strumento di apprendimento.


