Le regole come strumento di crescita.
I bambini hanno bisogno di confini tracciati, perché dentro all'assenza tendono a perdersi.
Chiunque frequenti bambini, famiglie e scuole, sa quanto il tema delle regole sia sempre attuale.
Alcuni quesiti che ci si pone come genitori ed educatori possono riguardare, ad esempio, il confine della regola entro il quale agire o il modo in cui mostrarsi accoglienti e allo stesso tempo autorevoli.
Se a parole può sembrare semplice, ogni genitore in particolare, sa concretamente quanto sia complesso avere a che fare con le regole e quindi con le proprie azioni, comportamenti e perfino la propria voce.
Negli ultimi anni si sono verificati fenomeni che hanno corroso progressivamente gli schemi, le regole, le alleanze fra generazioni e fra genitori e figli.
L’autorevolezza degli adulti sembra drasticamente diminuita.
Da un lato viene giustamente rigettata la famiglia gerarchica e autoritaria; dall’altro nascono sistemi familiari confusi, dove le figure genitoriali si pongono con i figli in atteggiamenti paritari di accentuata disponibilità, che talvolta si tramuta addirittura in servilismo.
L’impianto normativo sembra sgretolarsi e, tra discrepanze e continue eccezioni, si confondono i ruoli. Questo atteggiamento risulta, col passare del tempo, poco funzionale per un coerente sviluppo educativo.
Essere genitore oggi è sicuramente un ruolo ricco di sfide e difficoltà e ci si trova messi continuamente in discussione da parte di nonni, maestre, amici e allenatori.
Invece di tendere ad una irreale genitorialità perfetta, proviamo a costruire uno scenario sostenibile per noi stessi e per il nostro sistema familiare, svolgendo il proprio ruolo con semplicità e fermezza.
Essere fermi vuol dire non urlare, essere violenti o umilianti.
Sembra facile a dirsi ma, cosa vuol dire fermezza?
Significa essere padroni di se stessi, avere il controllo sulle proprie emozioni e quindi essere in grado di gestire la situazione.
Per intervenire in modo fermo bisogna essere in una situazione emotiva controllata in cui non sia la rabbia a guidarci ma la nostra maturità di genitore e adulto.
Questa condizione emotiva predispone il genitore a essere serio, senza sensi di colpa o esitazioni.
Cerchiamo quindi di avere fiducia in noi stessi:
- nella propria autorità parentale nonostante il bambino ci mostri protesta o emozioni travolgenti.
- nelle risorse e capacità del bambino di fronteggiare il dispiacere e la difficoltà.
- nella relazione con il proprio figlio, che non vacillerà solo per quell’intervento.
Come genitori si può legittimamente essere arrabbiati e quando accade sarebbe meglio riconoscerlo invece di nasconderlo.
L'interiorizzazione della regola parte da una consapevolezza su noi stessi come genitori. Quanto si definiscono le regole dovremmo essere certi di poterle governare e mantenere.
Si rivela dunque necessario svolgere un lavoro preliminare su noi stessi cercando di diventare consapevoli riguardo le proprie azioni di fronte alla frustrazione dei propri figli.
Cosa scatena in noi vedere i propri figli piangere, soffrire, essere dispiaciuti per un limite imposto?
Si potrebbe arrivare a scoprire, senza colpevolizzarsi, che questi sentimenti risultino per noi insopportabili e proprio questo ci porta a invalidare o depotenziare le regole di cui poi, a mente fredda, si riconosce la necessità.
Quindi, prendere contatto con il proprio limite, può aiutare a gestire meglio il proprio intervento educativo.
È fondamentale che per vivere insieme ci siano delle regole perché tracciano i confini entro i quali ci si può muovere nella vita di relazione.
Le stesse definiscono la geografia del nostro agire e danno le coordinate dell’incontro tra la nostra libertà d’azione e quella degli altri.
Il mio consiglio…
Come prima cosa ti consiglio di prenderti dei momenti e riflettere sulle tue emozioni, sul tuo ruolo come genitore e sul tuo senso di efficacia con tuo figlio.
Dobbiamo tenere conto che tante regole del vivere quotidiano sono implicite e i bambini le acquisiscono a specchio, attraverso il comportamento di noi adulti. Il nostro agire come genitori nelle diverse situazioni non necessita di parole e vale di più se prestiamo attenzione o aiutiamo qualcuno in difficoltà, se ascoltiamo gli altri con coinvolgimento invece che essere distratti, con il cellulare in mano.
Meglio fermarsi a riflettere, ricordandoci del rispecchiamento che i bambini trovano in noi adulti.
Per vivere serenamente in famiglia, può essere utile definire poche regole che non necessitino di contrattazioni continue.
Queste sono le basi per un vivere quotidiano sereno, la cornice entro cui ognuno sperimenta la sua libertà.
L’importante quando si stabilisce una regola è che si possa rispettarla, tenendo conto all’età del bambino e del contesto e che provochi conseguenze realistiche e realizzabili (ad esempio evitare di dire: “se non fai i compiti non ti porterò mai più al parco”).
Infine, la regola deve essere condivisa da entrambi i genitori e questo sappiamo quanto sia difficile, infatti ognuno di noi ha la propria individualità e modalità educativa; è però fondamentale che, almeno riguardo la gestione base del bambino, ci sia un accordo autentico poiché i bambini percepiscono le nostre lievi incertezze, facendole proprie.
Per questo può essere utile ritagliarsi alcuni momenti solo tra adulti che si occupano dell’educazione del bambino, per confrontarsi sulle strategie e regole educative così da mantenere un allineamento continuo.


