L'immaginazione intesa come spazio di libertà
Il bambino scienziato.
Come ampiamente messo in evidenza da Maria Montessori, c’è una risonanza tra l’attività dello scienziato e quella del bambino: entrambi hanno come grandi alleati l’osservazione e l’immaginazione e colgono gli stimoli che l’ambiente offre attraverso i sensi, partendo da intuizioni personali.
Così come lo scienziato, il lavoro immaginativo del bambino è al servizio della conoscenza: è una forza che lo spinge ad esplorare la realtà che lo circonda, a individuare e sperimentare nuove soluzioni, costruendo le condizioni per affrontare problemi sempre più complessi. L’immaginazione infantile si basa sull’esperienza sensoriale, infatti i bambini intenti a ripetere decine di volte gli stessi gesti, scoprono per prove ed errori leggi comuni di funzionamento dei corpi, compreso il proprio.
Come si sviluppa l’immaginazione?
Quando è molto piccolo, il bambino coglie tutti gli stimoli che l’ambiente gli offre: se vede uno scatolone, vi entra per poi uscire e rientrare di nuovo. Se il gioco gli è permesso, la scintilla di realtà tenderà a diffondersi e il bambino immaginerà quello che gli serve: lo scatolone si trasformerà così in una casa o in una barca per mare o in una macchina. Il tempo di un’intuizione e sprofonda dentro un contesto immaginario, simile a contesti reali e concreti di sua conoscenza.
Inoltre, fin da piccolissimo, il bambino sembra voglia capire la natura dei materiali e infaticabilmente tocca, porta alla bocca, esplora… Allo stesso tempo, quando viene lasciato libero di esplorare, indaga i rapporti causa-effetto, ovvero azioni ed esperienze che gli permettono di studiare e di conoscere la natura dei diversi oggetti.
Verso i due anni avviene un cambiamento nelle modalità di azione ed è un momento importante e interessante dello sviluppo del bambino, perché inizia il lavoro di classificazione, indice di un ordine mentale. La ripetizione di queste azioni di classificazione aiuta il bambino a conoscere l’oggetto in relazione agli altri e, quando ne comprende la funzione, inizia a confrontare forme e materiali diversi. Il suo lavoro non si limita più a quello di costruttore: cominciano nuove forme, nuove situazioni e prime storie.
Crescendo, più grande è la sua conoscenza della realtà, più il suo gioco immaginario ne risulta arricchito: ora può inscenare un mondo vero e proprio, sperimentando un uso diverso degli oggetti e misurandosi con nuovi comportamenti. Dal gioco alla realtà lo scambio è ininterrotto e reciproco: il bambino scopre relazioni sempre nuove fra le cose che conosce e nuove possibili connessioni tra idee e conoscenze.
L’immaginazione ci permette di creare mondi diversi da quello in cui viviamo e di approfondire la nostra capacità empatica: tanto più variata è l’esperienza sensoriale, tanto più ricca diviene la capacità immaginativa.
Il teatro come spazio di immaginazione...
Il grande potere dell’immaginazione rende visibile l’invisibile. Se l’immaginazione è attiva, quello spazio si riempie di piccole storie fino a quel momento non svelate.
I bambini si confrontano spesso con la realtà dell’immaginazione così come ce la restituisce il teatro: quando una suggestione li coinvolge, le loro energie vengono messe totalmente a disposizione dell’azione che stanno compiendo, come se all’improvviso ognuno si immergesse in un luogo dove il tempo scorre in un modo diverso e la possibilità di diventare altro fossero tutte a disposizione: senza alcuna forzatura esterna, il corpo si modifica, la voce si trasforma, lo sguardo si accende.
Ecco perché il teatro è lo spazio ideale dove coltivare l’immaginazione.
Ogni elemento collocato nello spazio diviene un suggerimento, una traccia delicata che, risuonando con il mondo interiore del bambino, accende la curiosità, conduce al momento dello svelamento, quando il fare rende manifeste alcune delle infinite possibilità: paesaggi, personaggi, atmosfere, emozioni, silenzi e parole..
È un lavoro che richiede tempo, vanno accolti e attraversati i momenti di attesa, come pure di noia. Quest’ultima in particolare, è un tempo necessario in cui si metabolizzano le esperienze e le emozioni attraversate e va quindi rispettato per dare spazio al modificarsi di esperienze più profonde.
Ecco che immaginare, drammatizzare, conoscere e conoscersi si intrecciano uno dopo l’altro in un percorso fertile per ogni bambino e a cui ciascuno si accosta naturalmente, come se il teatro, al pari della musica, fosse dentro ognuno e non restasse da far altro che risvegliarne la forza.
Anche in casa, alcuni oggetti se messi a disposizione del bambino sembrano arricchire molto il gioco autonomo, stimolando piste creative infinite.
Qualche riflessione…
Come genitori e educatori, pur desiderando il meglio per i nostri bambini, siamo spesso occupati a immaginare gli adulti che diventeranno (o vorremmo diventassero) rischiando di scegliere al loro posto e di plasmare la loro personalità. Inconsapevolmente, disegniamo dei binari predefiniti rassicuranti all’interno dei quali possano muoversi.
Per incoraggiare i bambini ad esplorare strade nuove bisogna quindi essere consapevoli del mondo in cui la nostra visione orienta il nostro agire perché diventi possibile creare le condizioni per cui il bambino possa differire, prendendo altre strade. Questo come educatori può realizzarsi lasciando libero un bambino piccolo quando è immerso nel proprio lavoro e creando il terreno fertile ad un bambino più grande per colpire la sua immaginazione così da suscitare entusiasmo e passione.
Come adulti dobbiamo avere cura del nostro ruolo, essere consapevoli della posizione che occupiamo e dobbiamo interiorizzare le giuste distanze da mantenere nelle attività: dal rimanere accanto al bambino con uno sguardo osservatore, dallo stare in disparte o entrare in modo attivo nello spazio di gioco.
In queste occasioni prendiamo coscienza che i bambini sono un tramite che permette di godere della gioia dell’abbandono, del senso di libertà e aiutano a loro volta noi stessi ad accedere alla dimensione dell’immaginazione.
Il mio consiglio
Nell’era digitale, con la presenza pervasiva di schermi e tecnologie, noi educatori e genitori ci troviamo di fronte alla sfida di nutrire e sviluppare l’immaginazione dei nostri bambini. L’immaginazione non è solo un rifugio ludico per la mente; è anche un fondamento critico per il pensiero creativo, la risoluzione di problemi e l’empatia. Ecco alcuni consigli pratici basati su evidenze che possono aiutare i nostri figli a esplorare e arricchire il loro mondo immaginativo.
- Creare uno spazio di gioco non strutturato
Il gioco non strutturato è vitale. Offriamo ai nostri bambini il tempo e lo spazio per giocare liberamente. Questo non significa lasciarli soli, ma creare un ambiente sicuro e stimolante in cui possano esplorare, sperimentare e inventare senza un obiettivo specifico. Ormai numerosi autori e ricerche mostrano come il gioco libero promuova lo sviluppo cognitivo, sociale ed emotivo.
- Lettura interattiva
La lettura con i nostri bambini non dovrebbe essere un’attività passiva. Facciamo domande, discutiamo i personaggi e chiediamo ai bambini di immaginare finali alternativi o di inventare le proprie storie basate sui libri. Questo non solo arricchisce il loro vocabolario e capacità di ascolto ma stimola anche la creatività e il pensiero critico.
- Arte e artigianato
Incoraggiamo attività artistiche e artigianali. Attraverso il disegno, la pittura, le costruzioni o la pasta da modellare, i bambini esprimono loro stessi e esplorano nuove idee. Queste attività sviluppano anche la motricità fine e insegnano il valore della pratica e della pazienza.
- Narrazioni e role-playing
Il role-playing e le narrazioni sono metodi eccellenti per alimentare l’immaginazione. Che si tratti di vestirsi da supereroi, gestire un negozio, o raccontare storie al buio con una torcia, queste attività aiutano i bambini a mettersi nei panni degli altri e a esplorare diversi scenari e prospettive.
- Esplorazione della natura
Il mondo naturale è ricco di meraviglie e misteri. Le passeggiate nel bosco, l’osservazione delle stelle o la coltivazione di un piccolo orto possono stimolare domande e curiosità, aprendo la strada a un apprendimento esplorativo e all’immaginazione.
- Limitazione dell’uso degli schermi
Sebbene la tecnologia possa essere educativa, è essenziale limitarne l’uso. Gli schermi possono sopraffare l’immaginazione dei bambini, fornendo immagini e idee pronte all’uso anziché spingerli a crearle da soli. Incoraggiamo attività che richiedano interazione e partecipazione attiva.
- Ascolto attivo e incoraggiamento
Ascoltiamo attivamente le idee dei nostri bambini e incoraggiamo le loro iniziative, anche quelle che sembrano bizzarre o impraticabili. Mostriamo interesse e entusiasmo per le loro storie e progetti. Questo rinforza la loro fiducia nelle proprie capacità creative.
In conclusione, sviluppare l’immaginazione nei bambini richiede tempo, pazienza e impegno. Tuttavia, i benefici a lungo termine sono inestimabili, preparandoli a diventare adulti creativi, risoluti e empatici.
Ricordiamoci che il nostro ruolo come genitori ed educatori non è di dirigere il percorso immaginativo del bambino, ma di fornirgli strumenti e spazi per esplorarlo.


